Accordi

Accordi essenziali

Questi sono gli accordi che useremo per imparare tutti gli standard possibili. Sono le forme fondamentali “di riferimento” quando guardiamo un lead sheet per la prima volta. Sono esattamente gli accordi che usino per la maggior parte del tempo quando si registra o si suona dal vivo.

Non dimenticare: sono tutte forme trasportabili.

Accordi maggiori

In sostanza ci sono 3 forme base quando incontriamo un accordo maggiore. Due di queste forme hanno la tonica sulla 6ª corda. L’altra ha la tonica sulla 5ª corda. La scelta dipende dalla tonalità in cui ci troviamo.

A queste forme aggiungiamo 2 forme cosiddette shell. Gli shell voicing sono voicing super essenziali (root, 3ª e 7ª), accordi ridotti alla struttura base.

Dentro gli shell voicing c’è già tutto quello che serve per far funzionare la musica. Il resto è colore… ma se manca la struttura, il colore non regge. Gli shell ti costringono e ti aiutao a vedere le linee interne: la 7ª del V che scende alla 3ª del I, la 3ª del II che diventa 7ª del V. Questo è il linguaggio… non la forma dell’accordo.

Soprattutto gli shell voicing sono i migliori in assoluto per l”accompagnamento, non “sporcano” e non invadono… lasciano spazio.

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Accordi minori

In sostanza abbiamo cinque accordi minori di riferimento (più due shell).

Suggerimento

Non è necessario suonare sempre la nota di basso quando suoni accordi. Quando si accompagna le due corde più importanti sono le corde centrali, queste sono le uniche che dobbiamo far sentire.

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Accordi dominanti

Anche per gli accordi dominanti abbiamo cinque accordi di riferimento (più due shell).

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Accordi semidiminuiti

Per gli accordi semidiminuiti (o m7♭5) abbiamo solo 2 forme essenziali, più due shell.

La prima forma shell è identica al m7 perché abbiamo omesso la quinta bemolle, che è la nota più debole dell’accordo, e quindi non è così importante farla sentire. In questo modo possiamo far sentire la tonica, la 3ª e la 7ª, che sono le note più importanti.

L’ultima forma shell è senza fondamentale, perché in questo caso è più importante far sentire la 3ª e la 7ª, che sono le note che definiscono il suono semidiminuito oltre alla quinta bemolle, che a quel punto rimane al basso.

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Accordi diminuiti

Per gli accordi diminuiti abbiamo solo 3 forme essenziali:

Suggerimento

Ricorda che gli accordi diminuiti sono simmetrici, quindi se impari una forma, tutte le sue inversioni e trasposizioni sono identiche, inoltre ogni nota dell’accordo può essere considerata come la tonica, quindi è sufficiente imparare una forma per avere accesso a tutte le possibili posizioni di quell’accordo.

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Vocabolario avanzato

Partiamo subito con una premessa: qui non stiamo cercando forme, ma vogliamo costruire famiglie di suono attorno a note reale.

È un cambio di prospettiva enorme.

Per ciascuna qualità di accordo (maggiore, minore, dominante, ecc..) prendiamo in considerazione singolarmente le prime due corde e partendo dalla tonica dell’accordo risalgo la corda attraversando tutti i toni cordali e le estensioni di quell’accordo.

Per ciascuna di queste note non penso “che accordo faccio?” ma “che funzione può avere questa nota dentro l’accordo?”.

A questo punto cerco voicing praticabili sotto quella nota, che a quel punto starà al canto del voicing (ovvero la nota più alta).

Non mi interessa catalogare l’accordo “completo” ma solo rispetto alla nota al canto.

La nota al canto è l’informazione più importante, soprattutto quando si creano arrangiamento chord melody.

Non mi interessa costruire tutti gli accordi teoricamente possibili ma solo quelli che stanno sotto le dita e suonano bene.

È quindi estremamente importante pratica e ascoltare molto, per capire quali sono i suoni che ci piacciono di più e che vogliamo usare e non soffermarci troppo ad analizzare ogni singola voce, ma piuttosto cercare di capire il suono complessivo dell’accordo e come si relaziona alla nota al canto.

Per semplicità e per coprire in modo ascendente tutta la tastiera vedremo gli esempi sempre con C con nota al canto sulla seconda corda e F con nota al canto sulla prima corda. Queste due note iniziano la sequenza nel punto più basso e da lì a salire. Sarà molto facile trasporre le forme su altre toniche.

Accordi maggiori

R sulla 2ª corda

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9 sulla 2ª corda

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3 sulla 2ª corda

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♯11 sulla 2ª corda

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5 sulla 2ª corda

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13 sulla 2ª corda

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Δ7 sulla 2ª corda

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R sulla 1ª corda

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9 sulla 1ª corda

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3 sulla 1ª corda

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♯11 sulla 1ª corda

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5 sulla 1ª corda

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