Conoscere la tastiera

Le note sulla chitarra… orientarsi senza impazzire

Prima di parlare di intervalli “sotto le dita” serve una cosa molto concreta: sapere che nota stai premendo.

Non per fare l’esame… ma perché se non sai dove sei, anche l’orecchio fa fatica ad agganciarsi.

La buona notizia: non devi memorizzare 6 x 12 caselle come fosse la tavola periodica. Ti basta costruire pochi punti fermi, poi usare regole semplici (ottave e ripetizioni) per riempire il resto.

I punti fondamentali:

  • Le corde a vuoto (accordatura standard):

    E (Mi) … A (La) … D (Re) … G (Sol) … B (Si) … E (Mi)

  • Il 12° tasto ripete la corda a vuoto

    12° tasto = stessa nota, un’ottava sopra.

    Quindi se riconosci una nota tra 0 e 12, hai automaticamente anche quella tra 12 e 24.

  • Tra un tasto e il successivo cambia solo di un semitono

  • Un tono è composto da due tasti

  • La prima e l’ultima corda hanno le stesse note

    Sono ad una distanza di due ottave l’una dall’altra, ma il nome è lo stesso

Ora diamo un’occhiata agli intervalli tra ciascuna corda:

  • dalla corda Mi basso alla corda La c’è un intervallo di quarta perfetta.

  • dalle corde La al Re e Re al Sol c’è ancora una quarta perfetta.

  • dalla corda Sol alla Si c’è una terza maggiore

  • dalla corda Si al Mi cantino c’è di nuovo una quarta.

La logica della tastiera

Ti consiglio un paio di video pubblicati da Frank Vignola sul suo canale YouTube per capire meglio la «logica della tastiera» con un sacco di esempi:

Scala cromatica

La tastiera è organizzata sulla base della scala cromatica, che contiene tutte le 12 note disposte in sequenza.

A differenza della chitarra, che è organizzata secondo la scala cromatica, la tastiera del pianoforte è strutturata secondo la scala maggiore.

L’alfabeto musicale è composto da 7 lettere: A, B, C, D, E, F, G. Tra le note A e B c’è un tono; tra B e C c’è naturalmente un semitono; ci sono toni tra C–D e D–E, e un altro semitono tra E e F. Pensa alla tastiera di un pianoforte: i tasti bianchi che non sono separati da un tasto nero sono B–C e E–F.

Se inizi dal Do sul pianoforte e suoni tutti i tasti bianchi fino ad arrivare al Do successivo (l’ottava), stai suonando la scala di Do maggiore. Ma questo sulla chitarra è molto più complicato.

Partire dalla scala cromatica ti mette subito nel posto giusto: le dita prima delle etichette. Se inizi dalla maggiore, entri subito in un mondo “già deciso”: gerarchie (tonica, dominante…), pattern, “qui puoi / qui non puoi”, cioè teoria che guida il gesto.

Se invece parti dalla cromatica parti dalla realtà fisica dello strumento. La chitarra è fatta così, ogni tasto = un semitono, nessun “salto naturale” come sul pianoforte. La cromatica è la mappa vera, non un’interpretazione.

Partire dalla scala cromatica ci permetterà di costruisci tutto per intervalli (non per forme). Con la cromatica puoi dire:

  • questo è un semitono

  • questo è un tono

  • questo è una terza…

Stai costruendo il linguaggio, non memorizzando pattern. Partire dalla maggiore porta spesso a diteggiature chiuse e scale “per accordo”. La cromatica invece ti costringe a vedere la tastiera come continua.

È la base di tutto (anche di quello che verrà dopo): Scale, accordi, armonia… Sono selezioni della cromatica. Non esiste nulla “fuori” dalla cromatica (a meno di suonare musica microtonale).

Importante

La scala cromatica è il terreno su cui tutte le scelte diventano possibili. E per degli appunti di pratica… partire dal terreno è l’unica cosa sensata.

Scala cromatica orizzontale

Partendo dalla corda più acuta a vuoto, suona ogni nota fino all”ottava e poi torna indietro.

Ricorda che c’è un semitono naturale tra Mi e Fa e tra Si e Do.

Suona tutte le note con pennate in giù. Attraversa la corda con il plettro e lascia che si appoggi sulla corda sottostante (rest stroke).

Non sollevare le dita dopo averle posizionate sulla tastiera. Quando arrivi al 4º tasto, sposta la mano lungo il manico e suona la nota successiva al 5º tasto con il primo dito.

In discesa, posiziona tutte e quattro le dita, una per ogni tasto.

Cerca di rendere ogni nota pulita, uniforme e con un buon suono.

Continua con gli stessi passaggi su tutte le corde.

Ogni tanto, pensa al nome delle note che stai suonando.

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Quella piccola “8” sotto la chiave di violino significa: tutto ciò che leggi suona un’ottava più bassa.

La chitarra è uno strumento traspositore all’ottava, ovvero scrivi le note in chiave di violino “normale” ma lo strumento suona più grave. Senza quella “8”, la musica risulterebbe piena di tagli addizionali sotto il pentagramma e molto più difficile da leggere.

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Scala cromatica verticale

Parti dal Mi basso a vuoto e suona ogni nota fino al 4° tasto, poi passa alla corda di La a vuoto, suona ogni nota fino al 4° tasto e poi passa alla corda di Re a vuoto, e così via.

Esegui tutti i colpi verso il basso con la mano destra. Attraversa la corda con il plettro e lascia che si appoggi sulla corda sottostante (rest stroke).

Fai attenzione che quando arrivi alla corda di Sol devi suonare solo fino al 3° tasto prima di passare alla corda di Si a vuoto. Questo è dovuto all’anomalia nell’accordatura della chitarra: l’intervallo tra le corde a vuoto è sempre una quarta, tranne tra Sol e Si, dove è una terza.

Una volta arrivato alla corda di Mi cantino, scendi eseguendo la stessa scala cromatica al contrario.

Successivamente, mettiti alla prova scegliendo note a caso e trovandole in tutte le loro posizioni sulla tastiera.

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Variazione 1 (mezzo tono sopra)

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Variazione 2

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Variazione 3 (obliqua)

Parti dal La al 5° tasto della corda di Mi basso e suona 4 note ascendenti. Quando passi alla 5ª corda, sposta la mano indietro per suonare la nota successiva al 4° tasto.

Quando passi alla 4ª corda, sposta la mano indietro per suonare la nota successiva al 3° tasto.

Quando passi alla 3ª corda, sposta la mano indietro per suonare la nota successiva al 2° tasto.

Ricorda che quando passi dalla 3ª alla 2ª corda devi adattarti al diverso intervallo tra queste due corde, quindi non spostare la mano: suona la nota successiva al 2° tasto.

Quando passi alla 1ª corda, sposta la mano indietro per suonare la nota successiva al 1° tasto.

Prosegui fino al La sulla prima corda, poi scendi spostandoti in avanti di un tasto ogni volta che cambi corda, ad eccezione del passaggio dalla corda di Si a quella di Sol.

Scendi fino al La basso, scivolando sull’ultima nota con il primo dito. Lavora per aumentare gradualmente il tempo.

Infine, aumenta la velocità mentre esegui la scala su due ottave.

La cosa più importante è cercare di ottenere un suono pulito e uniforme, con lo stesso timbro su ogni nota.

Esegui questi esercizi con pennata alternata, giù-su, giù-su. Ricorda però che in generale quando passi da una corda all’altra, usa sempre la pennata verso il basso, indipendentemente dal fatto che ti sposti verso corde più gravi o più acute.

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Pattern applicati alla scala cromatica

I seguenti pattern vanno applicati usando tutte le forme e la varianti che abbiamo visto finora per la scala cromatica, sia orizzontale che verticale.

Gli esercizi sulla scala cromatica sono fondamentali per sviluppare una conoscenza profonda della tastiera, migliorare la tecnica e costruire un solido senso del tempo e del ritmo.

Nel caso della chitarra jazz, la scala cromatica è particolarmente importante perché è la base per costruire linee melodiche, arpeggi e fraseggi che si adattano a qualsiasi contesto armonico. La capacità di muoversi fluidamente attraverso la scala cromatica ti permette di creare linee melodiche più interessanti e complesse, oltre a facilitare l’improvvisazione superando l’idea di scale e note giuste. Questo perché è la scala cromatica il vero alfabeto musicale, e padroneggiarla ti dà la libertà di esprimerti senza limitazioni.

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Scale su una corda sola

La scala maggiore è la prima delle scale diatoniche ed è il fondamento della musica occidentale.

Suonare la scala maggiore su una corda sola ci aiuta a sviluppare una conoscenza più profonda della tastiera e a migliorare la nostra capacità di visualizzare le note e gli intervalli lungo il manico della chitarra. Soprattutto ci costringe sia a pensare alla scala come a una sequenza di intervalli, sia alle note stesse che la compongono, oltre a sviluppare un suono pulito e uniforme su tutta la corda, senza appoggiarsi a posizioni familiari o a schemi di diteggiatura.

Il mio consiglio è quello di imparare e memorizzare le note di ciascuna scala e pensare ogni nota nel momento in cui la suoni, invece di affidarti a schemi di diteggiatura. È questa la grande differenza tra questo capitolo e i successivi: qui siamo interessat a conoscere la tastiera, averne piena e profonda consapevolezza, mentre nei capitoli successivi ci concentreremo su imparare a muoverci sulla tastiera e a costruire tecnica e connessione tra dita, cervello e orecchio. In quel momento potremmo anche non pensare più a ogni singola nota, ma in questo capitolo è fondamentale farlo.

Suoneremo in tutte le tonalità seguendo il circolo delle quarte.

Partiamo ovviamente dalla scala di Do maggiore. Suona le note della scala, ascendendo e discendendo su ciascuna delle 6 corde, una alla volta, partendo dalla corda a vuoto. Nel nostro esempio arriviamo fino al 15° tasto: tu arriva il più in alto possibile sulla tua chitarra.

Fai attenzione al punto di partenza quando suoni la nota più bassa della scala su ogni corda. Per esempio, nella tonalità di Do: la prima corda (Mi cantino) è il 3° grado della scala, la corda di Si è la settima maggiore, la corda di Sol a vuoto è il 5° grado, la corda di La è il 6° grado e il Mi basso è di nuovo il 3° grado.

Riconosci la tonica della scala ogni volta che la suoni.

Mettiti alla prova pensando alla nota e all’intervallo che stai suonando.

Inizia con un tempo lento, cercando un suono pulito e uniforme.

Continua a praticare questo esercizio come riscaldamento veloce, concentrandoti ogni volta su 1 o 2 tonalità.

Nel seguito elencherò ciascuna scala maggiore insieme alla sua relativa scala minore naturale, ma ti consiglio di suonare prima tutte le scale maggiori e poi tutte le minori, invece di alternarle. In questo modo potrai concentrarti meglio su ogni scala e sviluppare una conoscenza più profonda di ciascuna tonalità e consolidare l’associazione tra le due scale relative.

Scala di C maggiore / A minore

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Scala di F maggiore / D minore

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Scala di B♭ maggiore / G minore

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Scala di E♭ maggiore / C minore

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Scala di A♭ maggiore / F minore

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Scala di D♭ maggiore / B♭ minore

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Scala di G♭ maggiore / E♭ minore

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Scala di B maggiore / G♯ minore

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Scala di E maggiore / C♯ minore

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Scala di A maggiore / F♯ minore

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Scala di D maggiore / B minore

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Scala di G maggiore / E minore

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Triadi

Un arpeggio è composto dalle stesse note usate per costruire l’accordo con lo stesso nome. La differenza è che, quando esegui un accordo, suoni tutte le note simultaneamente; quando esegui un arpeggio, plettri ogni nota una alla volta.

L’accordo più basilare è la triade. Come suggerisce il nome, è composta da 3 note.

Gli arpeggi e gli accordi si costruiscono selezionando una nota sì e una no della scala, cioè usando intervalli chiamati terze. Puoi identificare qualsiasi intervallo contando inclusivamente i nomi delle note nella scala.

Triade maggiore

Quindi, per costruire una triade di Do maggiore, contiamo tre nomi di note: C-D-E; sappiamo quindi che E si trova a una terza da C. Da E contiamo ancora tre note: E-F-G, e sappiamo che G si trova a una terza da E.

Perciò, la triade di Do maggiore è costruita con il 1°, 3° e 5° grado, ovvero con una nota sì e una no della scala maggiore: C-E-G.

Dato che accordi e arpeggi sono composti dalle stesse note, un arpeggio maggiore contiene il 1°, 3° e 5° grado della scala maggiore, cioè C… la tonica, E… la terza, e G… la quinta.

Gli arpeggi sono i mattoni fondamentali per costruire le linee melodiche ed è importante padroneggiarli.

Triade maggiore verticale

  1. Trova un Do sulla tastiera della chitarra.

  2. Posiziona il primo dito sul Do.

  3. Cerca le note dell’arpeggio di Do iniziando con il primo dito.

  4. Successivamente, premi lo stesso Do con il secondo dito e ripeti l’esercizio. Usare un dito diverso ti costringe a trovare una diteggiatura alternativa.

  5. Poi inizia con il terzo dito e suona un arpeggio di Do.

  6. Infine, inizia con il quarto dito e suona un arpeggio di Do.

  7. Usa questo stesso approccio prendendo come punto di partenza ogni Do presente sulla chitarra.

  8. Il passo successivo consiste nel collegare questi arpeggi per costruire arpeggi di due ottave usando lo stesso approccio.

  9. Successivamente, suona questi arpeggi nelle altre tonalità seguendo il ciclo delle quarte.

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Nel prossimo esercizio suoniamo la triade maggiore verticale in tutte e 12 le tonalità seguendo il ciclo delle quarte, proprio come abbiamo fatto con la scala maggiore. L’obiettivo è riuscire a passare attraverso tutte e 12 le tonalità a un tempo lento senza fermarsi.

Usa la nota lunga per pensare in anticipo alla tonalità successiva.

In questo esercizio siamo rimasti sulle prime posizioni della tastiera, ma puoi spostarti più in alto per suonare le triadi maggiori in tutte le posizioni della chitarra.

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Triade maggiore orizzontale

In questo esercizio suoneremo la triade maggiore orizzontale (una corda per volta) in tutte e 12 le tonalità seguendo il ciclo delle quarte, proprio come abbiamo fatto con la scala maggiore.

Comincia dalla tonica di ciascun arpeggio e suona l’arpeggio avanti e indietro lungo la tastiera iniziando dalla corda di Mi, completando il ciclo prima di passare alla corda successiva.

Attenzione

Sta a te estendere questo esercizio alle altre 5 corde.

Un buon modo per iniziare questo esercizio è partire suonando soltanto le toniche di ogni tonalità su ciascuna corda:

C, F, B♭, E♭, A♭, D♭, G♭, B, E, A, D, G

Un altro approccio consiste nel suonare ogni tonalità su tutte e 6 le corde prima di passare alla tonalità successiva.

Importante

Variare gli esercizi è importante per evitare di cadere in schemi fissi e per sviluppare una conoscenza più profonda della tastiera.

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Nel prossimo esercizio suoneremo la triade maggiore orizzontale in tutte e 12 le tonalità seguendo il ciclo delle quarte, ma questa volta iniziando dalla nota più bassa della triade, invece che dalla tonica.

Vedremo solo la prima corda, anche in questo caso sta a te estendere questo esercizio alle altre 5 corde.

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Triade armonica maggiore

Negli esercizi precedenti abbiamo suonato le cosiddette triadi «melodiche», ora invece suoneremo le triadi «armoniche», cioè suonando tutte le note dell’arpeggio simultaneamente, ovvero come un accordo.

Se dividiamo le corde in gruppi di tre abbiamo 4 set di corde:

  • Mi basso, La, Re ( 6 - 5 - 4 )

  • La, Re, Sol ( 5 - 4 - 3 )

  • Re, Sol, Si ( 4 - 3 - 2 )

  • Sol, Si, Mi cantino ( 3 - 2 - 1 )

Cercheremo le triadi maggiori su ciascuno di questi set di corde costruendo l’accordo con le note della triad a «parti strette», cioè con le note più vicine tra loro, senza saltare nessuna nota della triade.

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Triadi a parti late maggiori

Le triadi a «parti late» sono costruite con le stesse note delle triadi a «parti strette», ma con le note più distanti tra loro. Si costruiscono a partire dalla triade a parti strette, spostando una delle note un’ottava sopra o un’ottava sotto.

Per esempio, invece di suonare C-E-G, suoneremo C-G-E.

È possibile costruire triadi a parti late spostando la tonica, la terza o la quinta un’ottava sopra o un’ottava sotto e questo porta ad un elevato numero di combinazioni e diteggiature possibili. Nei prossimi esempi vedremo alcune soluzioni ma ti consiglio di esplorare tutte le possibilità su tutte le corde.

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Triade minore

Ripetiamo gli esercizi di triade maggiore, ma questa volta con la triade minore. La differenza tra una triade maggiore e una minore è che nella triade minore la terza è abbassata di un semitono.

Triade minore verticale

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Triade minore orizzontale

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Triade armonica minore

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