Scale

Piuttosto che inseguire decine di diteggiature, varianti, “forme” e modi trattati come mondi separati, in questo percorso lavoreremo su un insieme essenziale di sonorità davvero centrali nella pratica musicale moderna.

L’idea non è accumulare materiale, ma costruire familiarità profonda con poche strutture fondamentali, osservandole da diverse prospettive melodiche, armoniche e intervallari.

Le mappe che utilizzeremo saranno quindi quelle di 8 scale:

  1. Scala Maggiore

  2. Scala Minore Melodica

  3. Scala Dominante (Misolidia)

  4. Scala Dorica

  5. Scala Minore Naturale

  6. Scala Minore Armonica

  7. Scala a Toni Interi

  8. Scala Diminuita

Tutto il resto, molto spesso, non è altro che una diversa angolazione, una porzione o una trasformazione di questi stessi materiali.

Il seguente metodo ti consente di trovare in autonomia un’enorme quantità di diteggiature in tempo reale. Poniamo che vogliamo suonare la scala di Do maggiore in tutte le sue varianti. Ecco come procedere:

  1. Scegli una nota Do qualsiasi sulla chitarra. Per esempio, puoi scegliere il Do al 5° tasto della 3ª corda.

  2. Posiziona il primo dito sulla nota Do.

  3. Suona una scala di Do di un’ottava partendo dal primo dito, andando a cercare le note che compongono la scala di Do.

  4. Dopo ogni nota hai due opzioni per andare alla nota successiva:

    • continuare sulla corda

    • continuare sulla corda successiva

  5. Successivamente, suona lo stesso Do con il secondo dito e ripeti l’esercizio. Usare un dito diverso per iniziare la scala ti costringe a trovare una diteggiatura alternativa.

  6. Poi inizia con il terzo dito e suona una scala di Do.

  7. Infine, inizia con il quarto dito e suona una scala di Do.

Applica questo stesso approccio su ogni Do presente sulla chitarra. Se davvero dopo ogni nota prendi in considerazione l’alternativa successiva sulla stessa corda o su quella successiva troverai oltre 100 diteggiature diverse solo per la scala di Do maggiore su una singola ottava.

Nei prossimi paragrafi non vedremo centinaia di diteggiature, ma solo quelle più essenziali. Tuttavia, se vuoi davvero padroneggiare la tastiera, ti consiglio di esercitarti con questo metodo per trovare tutte le possibili varianti.

Dopo aver lavorato sulle scale di un’ottava, collegale per costruire scale di due ottave.

Poi passa alle scale di tre ottave.

Dopo aver lavorato in tonalità di Do, porta la scala maggiore lungo il ciclo delle quarte, con l’obiettivo di suonare in tutte e 12 le tonalità.

Impara 2 diteggiature a settimana e la tua conoscenza della tastiera aumenterà enormemente nei primi mesi. Questo è un ottimo eservizio per collegare le dita e il cervello all’orecchio, e riuscire a suonare ciò che senti.

Non preoccuparti di memorizzare tutte le varianti. Il punto è capire come apportare piccole modifiche alle diteggiature per ottenere molte variazioni.

Scala maggiore

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Come esercitarsi in tutte le tonalità

È importante esercitare queste diteggiature in tutte e dodici le tonalità.

Per circolo delle quarte/quinte:

C→F→B♭→E♭→A♭→D♭→G♭→B→E→A→D→G

È probabilmente l’ordine più musicale e funzionale. Perché:

  • segue il movimento armonico reale della musica jazz/blues

  • allena le relazioni tonali

  • abitua l’orecchio alle risoluzioni

  • rende naturali II-V-I, dominanti, cadenze

Rischio:

  • dopo anni può diventare troppo “automatico”

  • si finisce per memorizzare la sequenza invece di vedere davvero le note

Per semitoni cromatici:

C→D♭→D→E♭→E→F→G♭→G→A♭→A→B♭→B

Questo è molto più brutale sulla tastiera.

Ti obbliga a:

  • trasporre realmente

  • vedere immediatamente ogni intervallo

  • evitare automatismi motori

È eccellente per:

  • sviluppare visione intervallare

  • rompere dipendenze da pattern

  • allenare concentrazione e controllo

Rischio:

  • meno “musicale” armonicamente

  • può diventare troppo meccanico se fatto senza fraseggio

Con la sequenza due terze maggiori (M3) e una terza minore (m3):

M3→M3→m3→M3→M3→m3…

Se parti da C:

C→E→A♭→B→E♭→G→B♭→D→G♭→A→D♭→F

Succedono alcune cose molto interessanti:

  • alterni simmetria e rottura della simmetria

  • il cervello non riesce a “rilassarsi”

  • la tastiera smette di apparire lineare

  • emergono connessioni molto moderne

Questi percorsi sono fantastici per:

  • scale

  • arpeggi

  • triadi

  • pattern bebop

  • frammenti melodici

  • guide tones

Ma soprattutto per sviluppare una percezione della tastiera meno “a box”.

Scala Minore Melodica

Abbassiamo il terzo grado della scala maggiore è ottentiamo una scala minore: la scala minore melodica.

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Le linee melodiche derivate dalla scala minore melodica tendono a essere tra le preferite dei musicisti jazz e fusion.

La scala minore melodica può essere associata a qualsiasi accordo derivato dalla sua famiglia armonica.

Per esempio la scala minore melodica di A la possiamo associare ai seguenti accordi:

  1. Am6

  2. B7sus♭9

  3. Cmaj7♯5

  4. D13♯11

  5. E9♭13

  6. F♯∅

  7. G♯7alt

Sebbene nella famiglia armonica della minore melodica possiamo trovare tre accordi di settima dominante (IV, V e VII grado), utilizzeremo soltanto l’accordo costruito sul VII grado all’interno di una cadenza che risolve su un accordo maggiore o minore.

Esempio: nella cadenza G#7 C#m7 possiamo suonare la scala minore melodica di A sopra il G#7, ottenendo così un suono alterato.

Riassumendo: per far suonare alterato un accordo di settima dominante, possiamo suonare una scala minore melodica posta un semitono sopra l’accordo stesso.

Scala Dominante (Misolidia)

Abbassiamo ora il settimo grado della scala maggiore è ottentiamo la scala dominante (o misolidia).

La scala misolidia è associata al quinto grado (V7) di ogni scala maggiore.

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Scala Dorica

Abbassiamo ora il terzo grado della scala misolidia o in alternativa abbassiamo il settimo grado della scala minore melodica e è ottentiamo la scala dorica.

La scala dorica è associata al secondo grado (IIm7) di ogni scala maggiore.

Si tratta una scala minore, quindi con terza minore e con una settima minore, e con una sesta maggiore (che è la caratteristica più importante della scala dorica).

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Scala Minore Naturale

Per creare una scala minore naturale, abbassiamo il sesto grado della scala dorica.

La scala minore naturale è associata al sesto grado (VIm7) di ogni scala maggiore ma è la tonica (Im7) della tonalità minore.

Si tratta una scala minore, quindi con terza minore e con una settima minore, e con una sesta minore.

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Scala Minore Armonica

Alza il settimo grado della scala minore naturale di un semitono per ottenere la scala minore armonica.

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Scala a Toni-Interi

La scala esatonale o toni-interi è una scala composta da soli toni interi, senza semitoni. Si tratta di una scala simmetrica che divide l’ottava in sei intervalli uguali.

Le sue diteggiature riflettono questa simmetria, e sono spesso utilizzate per creare effetti sonori particolari o per improvvisare su accordi alterati. Per questo motivo le diteggiature non derivano da quelle della scala maggiore, ma sono costruite appositamente per questa scala.

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Scala Diminuita

La scala diminuita è una scala simmetrica composta da intervalli di tono e semitono alternati. Esistono due tipi di scale diminute: la scala diminuita semitono-tono (o «half-whole») e la scala diminuita tono-semitono (o «whole-half»).

Le diteggiature della scala diminuita sono costruite appositamente per questa scala, e non derivano da quelle della scala maggiore. Sono spesso utilizzate per improvvisare su accordi diminuiti o per creare effetti sonori particolari.

La scala diminuita semitono-tono (half-whole) è usata su accordi di settima dominante alterati, mettendo in evidenza le tensioni ♭9, ♯9, ♯11 e 13.

In pratica la scala di riferimento non è la semitono-tono, ma la tono-semitono, considerando come tonica uno dei toni cordali dell’accordo di settima dominante tra ♭9, 3, 5 e ♭7.

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Esercizi

In questa sezione troverai una serie di esercizi per lavorare sulle scale. L’obiettivo è sviluppare familiarità con le diteggiature, migliorare la tecnica e allenare l’orecchio a riconoscere le sonorità delle scale.

Comincia a suonare la scala maggiore (ascendendo e discendendo dal centro tonale). Suonala dapprima in quarti, poi in ottavi e quindi in sedicesimi. Adattala a tutta l’estensione dello strumento. Risolvi gli eventuali problemi di diteggiatura o qualunque altro ostacolo fisico si presenti. Assegna i numeri 1, 2, 3, 4, 5, 6, e 7 ai gradi e ascoltane il suono: sviluppa così l’orecchio relativo. Trasportando questo modello di tonalità in tonalità, ti accorgerai ben presto di come sta migliorando l’orecchio.

Una volta che ti senti a tuo agio con la scala maggiore, passa alla scala minore melodica e ripeti lo stesso processo. Poi continua con la scala misolidia, la scala dorica, la scala minore naturale, la scala minore armonica, la scala a toni interi e infine la scala diminuita.

I pattern che trovi qui sono soltanto una essenziale selezione tra i tanti possibili, ma il mio suggerimento è di utilizzarne anche altri (tra libri e fonti vari, c’è tanto da cui attingere). Creane anche di nuovi.

Ogni esercizio è in realtà solo un piccolo esempio del tipo di pattern.

Quando usi questi esercizi, determina il tipo di movimento o salto utilizzato, applicalo in modo che funzioni con la scala ed estendilo all’intera tessitura del tuo strumento. Inizia con note da un quarto, poi passa agli ottavi ed infine ai sedicesimi. I pattern sono svolti sulla scala maggiore, ma possono essere applicati a qualunque tipo di scala o accordo. Una volta individuata la sequenza, suonala a memoria!

Un approccio che raccomando è quello di lavorare su uno o due pattern per volta, applicandoli a sezioni di riscaldamento diverse. Fallo in diverse tonalità, finchè non sei sufficientemente sciolto sui sedicesimi in tutte le sezioni. Questo tipo di esercizio ti permette di utilizzare un pattern all’interno di molte situazioni musicali, senza doverne memorizzare i lick.

Padroneggiare un buon numero di pattern equivale ad un progresso tecnico notevole sullo strumento e ad un incremento di possibilità e interesse per le linee melodiche che creerai.

Esercizi di base

Questi esercizi sono assolutamente fondamentali per sviluppare una conoscenza profonda delle scale. Non sono esercizi da fare una volta e poi dimenticare, ma strumenti da utilizzare regolarmente per mantenere e approfondire la tua familiarità con le sonorità e le diteggiature delle scale.

Scala ascendente e discendente partendo e tornando al centro tonale

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Scala discendente e ascendente partendo e tornando al centro tonale

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Gruppi di 4 note ascendente

Il primo pattern scalare che vedremo è formato da un gruppo di quattro note. L’idea è di suonare le prime quattro note di una scala, poi le successive quattro partendo dal secondo grado, quindi dal terzo e così via. Man mano che li studierai, capirai l’importanza che hanno i pattern a quattro note come unità melodica. Anche in questo caso, comincia con ritmi in quarti, poi in ottavi ed infine in sedicesimi.

L’aumento di complessità degli esercizi ti porterà presto l’abilità di creare linee melodiche interessanti.

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Gruppi di 4 note discendente

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